Strumento / lettura di una scheda tecnica

Lettore di scheda tecnica

Lo strumento mette i valori dichiarati su una scheda tecnica di fianco alle misure dello spazio disponibile e nomina gli scarti in metri e in ampere. Segnala inoltre le voci che la scheda non dichiara, cioè quelle da chiedere prima di confermare. Non applica alcuna norma propria e non emette alcun giudizio.

L’essenziale

  • Ogni riga confronta un valore della scheda con un valore del vostro spazio, e nessuno dei due è stimato.
  • Uno scarto nominato in metri o in ampere è più utile di una domanda su se «ci si sta».
  • Backline, tempi e seguito tecnico non sono misure e non compaiono nel confronto: si concordano per iscritto.
  • Lo strumento funziona con qualunque scheda, anche di formazioni non censite nell'archivio.

Perimetro Questo strumento è rivolto a chi deve valutare uno spazio. Non tiene conto dell'altezza sotto una copertura, della portata del piano di calpestio, dei limiti di orario o di rumore, né di alcun obbligo amministrativo; per individuare le formazioni compatibili serve il filtro tribute.

Quello che dichiara la scheda del gruppo
Quello di cui disponete

Il confronto voce per voce

Il risultato compare dopo il primo invio. Servono almeno una misura letta sulla scheda e la misura corrispondente del vostro spazio: con una sola delle due lo strumento lo scrive, e non stima l'altra.

Che cosa dice davvero una scheda tecnica

Una scheda tecnica è un documento che il gruppo redige per sé stesso, non per chi lo ospita. Descrive le condizioni in cui il gruppo sa di poter suonare senza improvvisare, e in questo senso non è una richiesta negoziabile riga per riga: è la fotografia di un allestimento che funziona. Chi la riceve tende a leggerla come un elenco di pretese, e a saltare le voci che non capisce. Sono quasi sempre quelle che poi creano problemi la sera stessa.

Le prime due voci di ogni scheda sono le dimensioni del palco. Il fronte è la larghezza utile, misurata dove i musicisti stanno effettivamente in piedi, non la larghezza totale della struttura. La profondità utile è la misura dal bordo anteriore alla parete o al fondale, meno lo spazio occupato dalla batteria e dagli amplificatori. Misurare la struttura invece della superficie utile è l'errore più comune, e produce uno scarto che si scopre quando il camion è già arrivato.

La corrente è la voce che si sottovaluta più spesso. Una scheda che indica un amperaggio si riferisce a una linea dedicata, non alla somma teorica dei circuiti del locale o del campo. Un quadro condiviso con le cucine di una sagra, con le luci del tendone o con un impianto di refrigerazione non offre l'amperaggio nominale nel momento in cui serve, e la differenza si manifesta come un salvavita che scatta a metà serata. Se il quadro è condiviso, la cosa va detta al gruppo prima, non chiesta come favore dopo.

Le voci che non sono misure

Il backline, cioè l'insieme degli amplificatori e della batteria che stanno sul palco, non si calcola. Si legge sulla scheda, e se la scheda non lo assegna a nessuno va assegnato per iscritto. Un accordo verbale su chi porta la batteria è la causa più frequente di un rinvio dell'orario di inizio. Lo stesso vale per i ritorni, cioè i diffusori rivolti verso i musicisti che permettono loro di sentirsi: la loro assenza non impedisce il concerto, ma cambia il risultato in modo che il pubblico percepisce.

Anche i tempi non sono una misura ma un impegno reciproco. Una scheda che dichiara un tempo di montaggio parte dal presupposto che il palco sia libero, accessibile e alimentato all'orario concordato. Se l'accesso passa da una scala, se il palco è occupato fino a poco prima o se la corrente arriva a montaggio iniziato, quel tempo raddoppia senza che nessuno abbia sbagliato. Comunicare l'orario reale di disponibilità del palco vale più di qualsiasi trattativa sui minuti.

Il seguito tecnico, infine, è la voce che le schede omettono più spesso. Un gruppo a cinque elementi può arrivare in sette persone se porta un fonico e un tecnico luci, e questo cambia i pasti, i parcheggi e gli spazi di attesa. La domanda va posta esplicitamente, perché la scheda descrive il palco e non la logistica.

Perché lo strumento non dà un giudizio

Uno strumento che dicesse «questo gruppo entra» o «questo gruppo non entra» dovrebbe conoscere margini di sicurezza, prassi locali e tolleranze che variano da un allestimento all'altro, e li applicherebbe a valori che nessuno ha verificato. Il confronto qui si ferma prima: nomina lo scarto in metri e in ampere, e lascia la decisione a chi conosce il proprio spazio. Uno scarto di venti centimetri sul fronte e uno scarto di due metri non sono lo stesso problema, e nessuna soglia automatica saprebbe distinguerli.

Per la stessa ragione un campo vuoto non viene riempito con un valore medio. Un valore medio ha l'aria di un dato e non lo è, e sposterebbe la responsabilità di una decisione su una stima che nessuno ha scritto. Un campo non dichiarato resta una domanda aperta, ed è più utile portarla al gruppo che risolverla da soli.

Domande ricorrenti

Il gruppo non mi ha mandato una scheda tecnica. Cosa chiedo?

Chiedete per iscritto quattro valori e una assegnazione: fronte e profondità utile richiesti, amperaggio della linea dedicata, tempo di montaggio, e chi porta il backline. Sono le voci che questo strumento confronta, e sono sufficienti a capire se vale la pena continuare. Un gruppo che non è in grado di rispondere su questi punti è un'informazione a sua volta.

La scheda chiede più corrente di quella che ho. Devo rinunciare?

Non necessariamente, ma la conversazione cambia. Comunicate l'amperaggio reale della linea dedicata e specificate se è condivisa con altre utenze. Alcune formazioni propongono una formula meno esigente, altre arrivano con un gruppo elettrogeno, altre ancora declinano. La scelta è del gruppo, e si prende su un numero, non su una rassicurazione.

Posso usare questo strumento con la scheda di un gruppo che non è nell'archivio?

Sì. Il confronto lavora soltanto sui valori che inserite e non consulta l'archivio delle formazioni. Funziona con qualunque scheda tecnica, di qualunque gruppo, purché i valori siano letti sul documento e non ricordati a memoria.

Perché il risultato non tiene conto dell'altezza del palco?

Perché l'altezza utile dipende dalla copertura, dalla struttura e dalla posizione dei sostegni, e una sola misura non la descrive. Se il palco è coperto, l'altezza libera sotto la copertura va misurata e comunicata a parte, insieme all'eventuale presenza di travi o tiranti sopra la zona dove i musicisti si muovono.

Che fare di questo risultato

  1. Scrivete al gruppo riportando le vostre due misure di palco e l'amperaggio della linea dedicata, e nominate gli scarti invece di chiedere se «ci si sta».
  2. Mettete per iscritto chi porta il backline e a che ora il palco è libero: sono le due voci che questo confronto non può calcolare e che spostano di più la serata.
  3. Chiedete il seguito tecnico a parte, perché non rientra nel numero di elementi e cambia accessi, pasti e spazi di attesa.

Cosa questo strumento non copre

Il confronto si ferma alle misure che avete inserito. Non tiene conto dell'altezza utile sotto una copertura, della portata del piano di calpestio, degli accessi di carico, dei limiti di orario o di rumore, né di alcun obbligo amministrativo dell'evento. Non conosce alcun valore di riferimento e non ne applica: se la scheda non dichiara una voce, lo strumento lo scrive invece di stimarla. Non pubblica tariffe e non valuta le formazioni.

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